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Come è possibile trasferire ad altri le proprie responsabilità (anche in campo ambientale)
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9 maggio 2011, Studio Kemis

Un soggetto che svolge attività imprenditoriale è oggettivamente gravato da così tanti obblighi che spesso non è realisticamente in grado di controllare e gestire in prima persona tutti gli adempimenti che la legge pone a suo carico, soprattutto se si considera la crescente specializzazione richiesta per adempiere correttamente alle molteplici incombenze previste dalla normativa.

Vi è tuttavia la possibilità che l’imprenditore deleghi ad un altro soggetto gli obblighi gravanti su di lui, con conseguente sostituzione e subentro del delegato nella posizione di garanzia, con trasferimento delle responsabilità. Come e quando questo è possibile?

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Depuratore a fanghi attivi: perchè il fango non sedimenta?
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21 aprile 2011, Studio Kemis

bulking_viscoso.jpgIl processo a fanghi attivi è una delle tecnologie più diffuse di depurazione delle acque reflue per la rimozione di BOD, azoto e fosforo. Tuttavia, anche se la tecnica e gli impianti sono ormai consolidati, non è raro avere problemi di cattivo funzionamento della depurazione a causa di vere e proprie patologie dei fanghi. Una di queste è causa dei problemi di sedimentabilità del fango attivo ed ostacola il raggiungimento di una corretta depurazione del refluo in uscita dall’impianto: si chiama bulking! Cos’è e come diagnosticarlo?

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Inquinamento del suolo: cosa fare quando gli inquinanti non hanno un valore limite
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23 aprile 2010, Studio Kemis

Quando bisogna procedere ad attività di accertamento analitico per verificare una potenziale contaminazione, unologin.jpg dei primi passi che in genere viene compiuto consiste nel prelievo e analisi chimica di suolo sulla porzione di area interessata dall’evento di contaminazione, con lo scopo di accertare se sono state superate le concentrazioni soglia. Il problema parte da qui: la normativa ambientale (D.Lgs. 152/06 e smi), infatti, non ha stabilito valori limite di concentrazione per tutte le possibili sostanze che possono inquinare un sito, ma ha indicato solo i valori limite di quelle sostanze ritenute maggiormente presenti nei suoli contaminati, poiché connesse a molteplici tipologie di attività industriali. Pertanto è possibile ritrovarsi di fronte ad un inquinamento causato da una sostanza per la quale non è stata stabilita alcuna concentrazione massima da rispettare. Cosa fare in questi casi? L'assenza del valore limite è una concessione ad inquinare?

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Le informazioni nel formulario rifiuti: inutili pignolerie del legislatore?
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20 novembre 2009, Studio Kemis

formulario.gifLe informazioni nel formulario rifiuti: inutili pignolerie del legislatore?

  • Manca il peso presunto del rifiuto in partenzalogin.jpg
  • C’è il peso presunto ma non è stata barrata la casella “peso da verificarsi a destino”
  • C’è il peso ma non l’unità di misura (Kg o Litri?)
  • Manca il numero della registrazione corrispondente allo scarico
  • Non è indicato il nome del conducente del mezzo
  • C’è il nome del conducente ma non la targa del mezzo
  • Manca la data di partenza
  • C’è la data partenza ma non quella di emissione del documento

 

A quanti di voi sarà capitato almeno uno di questi errori nella compilazione dei formulari di trasporto dei rifiuti?

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Certificato di avvenuto smaltimento: il produttore tra l’incudine e il martello!
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25 settembre 2009, Studio Kemis

incudine_martello_2.jpgCertificato di avvenuto smaltimento: il produttore tra l’incudine e il martello

Sempre più spesso i rifiuti, per essere smaltiti, vengono affidati a impianti di stoccaggio intermedi (i c.d. depositi preliminari D15 o le operazioni autorizzate D14 o D13). In questo caso, oltre la IV copia del formulario, il produttore deve accertarsi anche di ricevere il c.d. certificato di avvenuto smaltimento, rilasciato dal titolare dell’impianto che effettua le operazioni di smaltimento da D1 a D12.

La modalità di gestione del certificato deve però essere definita da un Decreto Ministeriale che al momento ancora non esiste. Cosa può fare il produttore per cautelarsi e mettersi al riparo da eventuali gestioni illecite?

 

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Quando le autorizzazioni alle emissioni diventano obsolete...
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17 Luglio 2009, Studio Kemis

camini.jpgSanzioni penali anche per gli impianti già autorizzati

1) Dovete sostituire un macchinario, un’apparecchiatura o un impianto?
2) Il vostro ciclo produttivo deve cambiare per sopravvenute esigenze di mercato?
3) Dovete installare un nuovo impianto di abbattimento delle emissioni o cambiarne le condizioni di marcia?
4) Dovete trasferire il vostro impianto in un altro luogo?
5) Avete avuto una nuova opportunità di mercato ed è necessario acquistare una nuova materia prima o aumentare il consumo di quelle già utilizzate?
6) Dovete avviare una nuova campagna di produzione su un impianto già esistente?

 

Se la vostra azienda si ritrova in uno di questi casi, è importante sapere che, prima di procedere ad una di queste modifiche, anche se gli impianti sono già autorizzati alle emissioni in atmosfera, occorre dotarsi di una nuova autorizzazione aggiornata, al fine di evitare che un Organo di Controllo rilevi difformità sanzionabili penalmente.

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Piattaforme Conai e oneri di smaltimento degli imballaggi
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16 Giugno 2009, Studio Kemis

simbolo_conai.gifCosa sono le piattaforme convenzionate Conai? Le imprese che devono smaltire gli imballaggi a fine vita sono tenute a pagare il costo di smaltimento?

Il sistema CONAI si fa garante dell’avvio a recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio proveniente dalla raccolta differenziata urbana, tramite i consorzi di filiera, che in collaborazione con Conai, hanno creato una rete di piattaforme presso le quali le imprese possono conferire gratuitamente i propri rifiuti di imballaggio, senza oneri di smaltimento/recupero.
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Emissioni di stirene nei cantieri nautici: come captare e quali errori evitare
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12 Maggio 2009, Studio Kemis

fig_5_cappa_inferiore_mini.jpg

Captazione: il primo passo per un buon abbattimento

La maggior parte dei processi industriali rilascia nell’ambiente di lavoro sostanze o composti chimici che è necessario asportare, abbattere e convogliare all’esterno. Spesso nella scelta degli impianti di trattamento delle emissioni ci si concentra solo sulla tecnologia di abbattimento degli inquinanti ritenuta più adeguata (carboni attivi, combustore termico, combustore catalitico, rotoconcentratore e così via) ponendo, invece, poca attenzione alla scelta degli altri elementi che compongono l’impianto e che hanno un ruolo determinante per l’efficacia dell’intero sistema. Uno di questi elementi è senza dubbio il sistema di captazione.

Una captazione realizzata con la semplice installazione di generica carpenteria metallica abbinata ad un ventilatore talvolta anche sovradimensionato, mal riesce nel raggiungimento dell’obiettivo di realizzare un sistema che sia realmente efficace nel ridurre l’esposizione professionale dei lavoratori e i rischi di sanzione del datore di lavoro; mentre un buon sistema di captazione consente di abbassare la concentrazione degli inquinanti nell’ambiente di lavoro, conseguendo il rispetto dei valori limite di esposizione.

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Dove tenere il registro di C/S dei rifiuti: un po’ di chiarezza
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11 Maggio 2009, Studio Kemis

registro_carico_scarico.jpgDove tenere il registro di C/S dei rifiuti: un po’ di chiarezzalogin.jpg

Non è una novità per molti che i soggetti identificati all’art. 183, comma 3 del DLgs 152/06 (come modificato dal DLgs 4/2008), incluse le imprese produttrici, abbiano l’obbligo di tenere un registro dei rifiuti su cui annotare le informazioni sulle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti prodotti.

Ciò su cui qualcuno registra forse ancora qualche incertezza è il luogo dove tenere i registri.

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Oli usati: quale registro tenere? L’incertezza documentale non ha motivo di esistere
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27 Aprile 2009, Studio Kemis

Registro Oli o registro C/S?

oli_usati.jpgGli oli usati, in quanto rifiuti, sono soggetti alla tenuta di un registro, da compilarsi ogni volta che l’oliologin.jpg usato viene prodotto (carico) o viene conferito a terzi autorizzati al trasporto e trattamento (scarico). Nel corso degli anni, a causa dellla difficile convivenza di una serie di normative poco omogenee e, per certi aspetti, controverse e ridondanti, si è creata confusione su quale sia attualmente il registro da tenere, se quello degli oli usati o quello di carico e scarico dei rifiuti.

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Bonifica sì o bonifica no? Tappe e tempi del percorso decisionale
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27 Aprile 2009, Studio Kemis

I principi rivoluzionari del testo unico ambientale

Alcune tipologie di imprese, per la natura stessa della loro attività, possono essere soggette ad eventi di login.jpgcontaminazione del suolo per perdite o sversamenti, nonostante adottino misure preventive, adeguati sistemi di controllo e tecnologie all’avanguardia. La normativa sulle bonifiche dettata dal Dlgs. 152/06 e smi ha fortemente rielaborato la disciplina regolata in precedenza dal Decreto Ronchi, modificando alcuni contenuti anche in modo radicale e creando, sin da subito, molte problematiche applicative. Cosa deve fare e verificare un’impresa che si ritrovi a dover fronteggiare eventi di potenziale contaminazione? Qual’è l’approccio più corretto dal punto di vista tecnico-amministrativo? Quando è realmente necessario e obbligatorio procedere con gli interventi di bonifica?

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Come rimuovere le goccioline da una corrente gassosa in uscita da uno scrubber?
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wet-scrubbers.jpgNelle tecnologie di scrubbing ad umido, in seguito alla rimozione degli inquinanti èlogin.jpg necessario anche rimuovere eventuali goccioline residue (che contengono sostanze inquinanti) dalla corrente di uscita prima di inviarla al camino. A tale scopo si inserisce un dispositivo nell'impianto che ha il compito di favorire la separazione delle gocce di liquido trascinate dalla corrente gassosa.

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I sistemi a spruzzo controllato consentono una riduzione delle emissioni di COV
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20 Marzo 2009

airless.jpgL’utilizzo dei sistemi a spruzzo nei processi di applicazione delle resine è una delle parti più delicatelogin.jpg del processo di produzione, dal punto di vista ambientale, per le emissioni di COV (composti organici volatili). Con i sistemi a spruzzo controllato è possibile ridurre il fenomeno di overspray diminuendo, così, le particelle di materiale perse e minimizzando le emissioni.

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Come classificare i rifiuti contenenti idrocarburi: la fine di un annoso dibattito
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17 Marzo 2009, Studio Kemis

La Legge 13/09 conferma il metodo dei “markers”

Per la classificazione dei rifiuti contenenti idrocarburi ci sono sempre stati ampi dibattiti, sia a livello comunitario che nazionale, sulla modalità di attribuzione delle caratteristiche di pericolo e di cancerogenicità. Ora, dopo le lunghe attese sui necessari sviluppi normativi in materia, con la pubblicazione sulla G.U. n. 49 del 28.02.2009 della Legge n. 13 del 27/02/09, di conversione in legge del DL 208/2008, sembra che si metta fine alle incertezze.

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Una soluzione per captare le acque di prima pioggia senza cementare o pavimentare
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14 Febbraio 2009

drenaggio_completo.jpgLe acque meteoriche di dilavamento possono essere contaminate se ricadenti su suolo login.jpgdove si svolge un’attività produttiva e possono determinare un rilevante impatto negativo sulla qualità del corpo idrico ricettore.

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Ammissibilità dei rifiuti in discarica: per chi e per cosa è valida la proroga al 30/06/2009?
Valutazione utente: / 3
16 Febbraio 2009, Studio Kemis

di.jpgL'ennesima proroga

Con Legge 13/2009, di conversione del decreto legge n. 208/2008, è stata modificata per la quinta volta la data di scadenza per l'applicazione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica stabiliti dal DLgs. 36/2003.

Dopo aver fissato il termine originario al 16 luglio 2005 con DLgs 36/2003 e aver prorogato per la prima volta la scadenza al 31 dicembre 2005, il legislatore non è mai mancato all’appuntamento fatidico, prolungando puntualmente, ogni anno, il termine di adeguamento di ulteriori 12 mesi, fino ad arrivare all’ultimo rinvio al 30 giugno 2009.

Benché la proroga in questione non sia nuova, non mancano, tuttavia, gli equivoci e le interpretazioni estensive che allontanano produttori e gestori dalla corretta applicazione delle disposizioni transitorie.

 

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Disidratazione dei fanghi: pro e contro delle filtropresse e degli estrattori centrifughi
Valutazione utente: / 0
16 Febbraio 2009, Studio Kemis

cover.jpgLa disidratazione di un fango di depurazione rappresenta un’operazione di login.jpgtipo fisico impiegata per ridurre il contenuto di acqua dei fanghi. L’apparecchiatura di disidratazione più idonea viene individuata sulla base della tipologia del fango, delle caratteristiche dei prodotti disidratanti (spesso indispensabili), degli spazi a disposizione e dell’entità della problematica “odori”.

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Miscelare rifiuti di imballaggi con diverso codice CER: per la corte UE, il produttore può farlo
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17 Gennaio 2009, Studio Kemis

Come noto ai più, una delle pratiche maggiormente ricorrenti nell’attività di gestione dei rifiuti di molte imprese produttrici, è quella di raccogliere, per comodità operativa, tutti insieme nello stesso cassone (scarrabile), i rifiuti di imballaggio di ogni genere. Tale pratica è corretta? La Corte di giustizia Europea, lo scorso mese di dicembre, ha fornito una risposta chiara sull’argomento.

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Come classificare i rifiuti di imballaggi: non sovrastimiamo i pericoli
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15 Dicembre 2008, Studio Kemis

imballaggivernici.gif

I rifiuti costituiti da imballaggi sporchi di sostanze pericolose (p.es.: imballaggi sporchi di vernici a solventi) o contaminati da tali sostanze devono essere sempre classificati come pericolosi oppure la pericolosità va stabilita in base ai risultati di analisi chimiche?

E’ vero che devo classificare con il codice CER 150110 qualsiasi tipologia di imballaggio etichettato con i simboli di pericolosità del prodotto che ha contenuto, indipendentemente dalla presenza o meno di effettiva contaminazione?

 

La questione non è di poco conto visto che classificare come pericoloso un rifiuto che non lo è, comporta costi inopportuni per l’impresa che lo produce; viceversa, dichiarare la non pericolosità di un rifiuto che contiene sostanze pericolose, rende il produttore passibile di sanzioni.

 

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Le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e l’inerzia amministrativa
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17 Novembre 2008, Studio Kemis

Il silenzio della pubblica amministrazione

Nell’attività amministrativa, si verifica, talvolta, che le istanze formulate dalle imprese siano decise con estremo ritardo o non siano decise affatto. A quanti imprenditori questo è noto… 

A qualcuno è capitato di ottenere risposta anche dopo più di 10 lunghi anni. La macchina amministrativa marcia spesso con fatica a danno delle imprese ed in particolare l’ottenimento dell’autorizzazione alle emissioni sembra, in un gran numero di casi, una sorta di missione impossibile. Gli imprenditori, ignari dei propri diritti, si ritrovano così qualche volta a dover subire passivamente le decisioni delle Autorità Competenti o le non-decisioni quando le richieste dell’impresa cadono nel dimenticatoioQuali sono i tempi e le procedure che la Pubblica Amministrazione preposta al rilascio del provvedimento deve rispettare? Cosa ha previsto la legge in caso di silenzio? Come comportarsi secondo le regole del buon senso?

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Il canone di depurazione delle acque reflue s’inserisce in un regolare sinallagma contrattuale
Valutazione utente: / 1
17 Novembre 2008
gentile contributo dell'Avv. Alfredo Cretella
reflue.jpgLa normativa in tema di acque reflue ha visto l’avvicendarsi di diverse disposizioni negli anni, sia di matrice comunitaria che nazionale, che hanno creato non pochi problemi interpretativi sotto diversi aspetti. In sede comunitaria si registra la direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane, direttiva dettata nell’ambito di un rafforzamento della tutela ambientale, prescrivendo all’uopo specifiche disposizioni (anche in ordine ai diversi soggetti passivi interessati) e contestualmente prevedendo una serie di termini di attuazione per permettere agli Stati membri l’adeguamento a quanto predisposto in sede comunitaria.
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Compilazione del formulario: responsabilità del produttore o del trasportatore?
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06 Ottobre 2008, Studio Kemis
formulario.jpgNon sarà un contratto di fornitura a dispensare il produttore dalle sue responsabilità

Spesso informazioni parziali o errate convinzioni portano il produttore/detentore del rifiuto a trascurare la responsabilità connessa alla compilazione del formulario. E’ nota a tutti la prassi ormai diffusa secondo la quale questo importante documento di trasporto viene compilato dal trasportatore come servizio incluso nel contratto di acquisto. Qualcuno è indotto a pensare che il trasportatore, soprattutto in virtù di tali contratti (pur necessari per assicurare i corrispettivi economici), possa sostituirsi al produttore (affidatario del servizio) il quale è, in questo modo, certo di essere libero da colpe o responsabilità anche relativamente alla compilazione del formulario. Ma come stanno veramente le cose? Chi deve compilare il formulario? Che valore ha la controfirma del trasportatore? Il produttore può ritenersi esonerato da responsabilità in ordine alla compilazione?

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Codice CER: chi deve assegnarlo, come, con quali rischi e criticità
Valutazione utente: / 6
04 Settembre 2008, Studio Kemis

Una cosa ben diversa da una pura pratica formale

I codici CER assegnati ad uno stesso rifiuto evidenziano spesso una certa disomogeneità. Una parte delle incongruenze che si riscontrano va certamente attribuita alle difficoltà oggettive insite nel compito di attribuzione del codice non sempre certo ed univoco, ma un’altra parte è talvolta riconducibile a difetti di valutazione tecnica ed interpretazione normativa. Questo genera spesso un disordine e una confusione che non aiuta il produttore al corretto adempimento dei propri obblighi. Eppure il Catalogo CER dovrebbe essere una nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità Europea... Tentiamo allora di fare un po’ di chiarezza sul tema, indicando come codificare correttamente i rifiuti ai sensi del D.Lgs. 152/06 e quali sono gli errori da evitare.

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Dalla biomassa al biogas: la gestione ambientale tra criticità ed opportunità
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15 Luglio 2008, Studio Kemis
biogas.jpgL’interesse per la digestione anaerobica delle biomasse e la produzione energetica deve farelogin.jpg i conti anche con una corretta gestione ambientale tecnico-normativa per non incorrere nelle violazioni delle leggi che regolamentano la materia e poter cogliere opportunità di risparmio economico e semplificazione amministrativa.
Come interpretare correttamente le principali norme applicabili in campo ambientale al comparto Biogas? Come è possibile semplificare ed ottimizzare la gestione delle emissioni in atmosfera prodotte dall’impianto?

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Scarti di lavorazione = Rifiuti?...Non sempre!
Valutazione utente: / 1
23 Luglio 2008, Studio Kemis

scarti_lavorazione.jpgUn'interpretazione “troppo restrittiva” della definizione di rifiuto spesso impone alle aziende costi superflui ed elevati privando dell’opportunità di far entrare un materiale nel circuito economico; mentre un'interpretazione “troppo rilassata” può tradursi in danni ambientali e pesanti conseguenze sanzionatorie. Esiste una linea di demarcazione tra due distinte situazioni giuridiche: rifiuto e sottoprodotto. Come fare a riconoscerla?

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