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I liquami da allevamento non sono (più) rifiuti
17 Luglio 2008

La modifica introdotta al cd. Codice ambientale dal Dlgs 16 gennaio 2008, n. 4 ha assimilato senza alcuna ulteriore limitazione le acque reflue provenienti dall'attività di allevamento alle acque reflue domestiche.

 

La Cassazione (sentenza 2 luglio 2008, n. 26532) riconosce che tale modifica ha completamente capovolto la disciplina precedente, la quale prevedeva che le acque da allevamento fossero considerate acque reflue industriali, salvo fosse dimostrata la sussistenza in esse delle caratteristiche di cui all'articolo 101, comma 7, Dlgs 152/2006.

 

Dopo la modifica introdotta, invece, la regola è che le acque provenienti da allevamento sono assimilate alle acque reflue domestiche e solo la loro (eventuale) utilizzazione agronomica è necessario che avvenga entro i limiti previsti dalla normativa vigente (articolo 137, comma 14 e articolo 112, Dlgs 152/2006).

 

La Cass. Sez. III n. 27071 del 4 luglio 2008 si esprime in ugual senso:

L'assimilazione delle acque reflue provenienti da imprese agricole o da allevamenti di bestiame a quelle domestiche si riferisce ai casi in cui vi sia uno scarico diretto tramite condotta. Solo in tale caso, ossia in mancanza di spandimento sul suolo degli effluenti derivanti dall'attività agricola o di allevamento del bestiame, era ed è applicabile la disciplina prevista per gli scarichi domestici, ricorrendo le altre condizioni previste dalla legge per l'assimilazione . La raccolta in vasca configura una vera e propria raccolta di rifiuti che doveva essere autorizzata. L'eventuale utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento riguarda la successiva fase del recupero zootecnico che è cosa diversa dallo scarico ed ha una propria disciplina distinta e separata da esso e prescinde da esso. L'eventuale utilizzazione agronomica dei reflui non esclude l'autorizzazione per lo stoccaggio nella vasca, in quanto la pratica della fertirrigazione prescinde dalle modalità di gestione delle acque reflue di un allevamento, sia che esse siano o no soggette alla normativa sui rifiuti o a quella sulle acque , ed in quest'ultimo caso indipendentemente dalla classificazione dello scarico come industriale o domestico.

 
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