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8 Luglio 2008
Emanato
un nuovo decreto legislativo che
stabilisce misure, procedure ed azioni necessarie a prevenire o ridurre effetti
negativi per l'ambiente, nonché eventuali rischi per la
salute umana, conseguenti alla
gestione dei rifiuti prodotti dalle industrie estrattive.
Adozione di un preciso piano per la
gestione dei rifiuti, rispetto di regole ad hoc per il deposito ed il
riutilizzo dei materiali, prevenzione degli incidenti rilevanti: sono le
principali novità introdotte dal Dlgs 117/2008 sulla gestione dei rifiuti derivanti
da attività estrattive, provvedimento emanato in attuazione della direttiva
comunitaria 2006/21/Ce ed in vigore dal 22 luglio 2008.
Rientrano nel campo di applicazione del
Dlgs 117/2008 la gestione dei rifiuti di estrazione che avviene all'interno dei
cantieri estrattivi e nelle strutture di deposito dei rifiuti medesimi, ad
esclusione:
1) dei rifiuti
che non derivano direttamente da operazioni di estrazione;
2) dei rifiuti di
estrazione e di trattamento offshore delle risorse minerali;
3)
dell'inserimento e reinserimento di acque sotterranee ex articolo 104, Dlgs
152/2006;
4) dei rifiuti
radioattivi ex Dlgs 230/1995.
Il Decreto
all'art. 15 modifica il Testo Unico ambientale (DLgs 152/06) nella parte
relativa al danno ambientale, predisponendo che "all'allegato 5 della
parte VI del decreto legislativo n. 152 del 2006 dopo il punto 12 e' aggiunto,
in fine, il seguente: « 12-bis. La gestione dei rifiuti di estrazione ai sensi
della direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo
2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive.»".
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