I trattamenti biologici consentono la conversione e rimozione di alcuni inquinanti presenti nelle acque reflue grazie all’attività di alcune specie microbiologiche (principalmente batteri). Questi trattamenti hanno l’obiettivo di rimuovere la sostanza organica biodegradabile (disciolta e colloidale) e di rimuovere i nutrienti azoto e fosforo. I processi biologici che convertono la sostanza organica possono avvenire in presenza o in assenza di ossigeno (processi aerobici, anaerobici e facoltativi).
I trattamenti chimico-fisici sono più flessibili e compatti ma meno adatti per la rimozione della sostanza organica biodegradabile disciolta e più dispendiosi in termini di costi di esercizio.
In funzione delle caratteristiche contenute nei liquami da trattare, delle qualità, del tipo di corpo ricettore, dei limiti di accettabilità da rispettare, si devono scegliere i tipi di trattamento da adottare e i processi di depurazione necessari, tenendo anche conto del fatto che i vari tipi di trattamento presentano efficienza di abbattimento diversa.
La valutazione del sistema di trattamento adeguato va effettuata sulla base di:
*Applicabilità del processo: esperienze precedenti, dati da impianti esistenti o da impianti pilota
*Valori di portate da trattare
*Caratteristiche di variabilità delle portate
*Caratteristiche del liquame da trattare
*Caratteristiche di qualità del corpo idrico ricettore (Dlgs 152/06)
*Presenza di sostanze inibitrici e refrattarie
*Materiali di risulta dei processi di trattamento
*Trattamento fanghi
*Costi di gestione e manutenzione
*Personale addetto (operatori specializzati in numero sufficiente)
*Affidabilità a medio e lungo termine
*Compatibilità: integrazione di nuove unità e processi con quelli esistenti e possibilità di espansioni future