Si tratta di una tecnologia di abbattimento delle emissioni di Composti Organici Volatili (COV) basata sull’adsorbimento dei COV su un materiale adsorbente (solitamente carboni attivi o zeoliti) e successivo desorbimento e postcombustione della corrente gassosa dopo che questa è stata concentrata con particolari accorgimenti tecnici.
La particolarità di questo impianto, da cui il nome, sta nella rotoconcentrazione, appunto: un tamburo rotante contenente il materiale adsorbente viene attraversato dalla corrente d’aria inquinata ed in questo passaggio i COV vengono adsorbiti. La corrente d’aria in uscita, depurata dall’inquinante, può essere scaricata in atmosfera attraverso un punto di emissione. A questo punto il tamburo rotante va rigenerato: una corrente d’aria viene prelevata dall’ambiente esterno a bassa portata volumetrica, preriscaldata e fatta passare sul tamburo per desorbire i COV. L’aria di desorbimento, contenente i composti organici da abbattere, viene inviata alla camera di combustione dove gli inquinanti vengono degradati termicamente ad anidride carbonica e vapore acqueo. I fumi di combustione vengono convogliati ed emessi in atmosfera attraverso un diverso punto di emissione, dopo aver scambiato il loro calore con la corrente d’aria che rigenera il tamburo.
La rotoconcentrazione consente di operare con portate d’aria in ingresso alla camera di combustione decisamente più basse delle portate aspirate dai reparti di lavorazione (rapporti volumetrici ottenibili 1:10-1:15). Questa concentrazione consente sia di dimensionare una sezione di combustione più piccola (minori costi di investimento) sia di aumentare il flusso di massa di COV (kg/h) in ingresso alla camera di combustione fino ad ottenere, in certe condizioni, l’auto sostentamento termico con la minimizzazione del consumo del combustibile ausiliario necessario a mantenere la temperatura della camera di combustione. Minori portate inoltre consentono anche di contenere l’ emissione di inquinanti atmosferici secondari prodotti dalla combustione (NOx e COx).