Le 10 cose a cui fare attenzione nelle richieste di autorizzazione alle emissioni

warning-838655_6401. Applicazione normativa: è anzitutto importante verificare se il progetto di intervento che si login.jpgha intenzione di realizzare o le modifiche di impianti esistenti possano o meno comportare l’applicazione della normativa vigente in materia di emissioni in atmosfera, perchè ci possono essere anche impianti e attività considerate in deroga o altri esclusi dall’obbligo di autorizzazione. E’ inoltre frequente il caso in cui su un impianto esistente vengano effettuate modifiche legate, ad esempio, ad esigenze produttive (variazioni di processo produttivo, modifiche di impianto, cambio di materie prime, etc) : è opportuno stabilire se le modifiche che si vogliono apportare si configurano come modifiche sostanziali che richiedono l’autorizzazione.

2. Convogliamento ad unico camino: in genere le emissioni provenienti da un impianto vengono captate ed immesse in atmosfera attraverso un camino ad una determinata altezza dal suolo; in questo camino, in alcuni casi, possono essere raccolte anche emissioni provenienti da più impianti. In tal caso si risparmiano i costi di analisi e di gestione perchè si riduce complessivamente il numero dei camini da controllare. Questa è dunque una buona opportunità a cui bisogna prestare la giusta attenzione. La richiesta di convogliamento in un unico camino è naturalmente possibile se esistono condizioni adeguate e va supportata da una motivazione adeguata sia dal punto di vista tecnico che normativo. Questa possibilità può essere valutata sia per nuove attività che per quelle già esistenti.

3. Emissioni diffuse: la normativa impone che tutte le emissioni tecnicamente convogliabili siano convogliate. E’ importante verificare se le emissioni diffuse di un impianto siano tecnicamente convogliabili sulla base delle migliori tecniche disponibili e sulla base delle pertinenti prescrizioni della parte quinta del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.. Questo perchè se non lo fossero e l’impossibilità fosse dimostrabile, l’impianto potrebbe essere soggetto solo ad opportune misure di contenimento. E’ fondamentale saper gestire bene questo aspetto viste le ricadute economiche sull’impresa che installa impianti di convogliamento e abbattimento delle emissioni diffuse (costi di gestione ed investimento talvolta anche notevoli).

4. Convogliamento delle emissioni diffuse: nel caso in cui l’autorità imponga il convogliamento e non fosse possibile l’esclusione, è fondamentale scegliere l’impianto giusto che sia il miglior compromesso tra validità tecnica e economicità. Spesso rivolgersi direttamente alle ditte che vendono tali impianti e non avere in proprio competenze sul trattamento delle correnti gassose può essere pericoloso per i propri interessi poichè il venditore potrebbe non essere “super-partes”. Si può quindi rischiare di acquistare tecnologie tecnicamente inadeguate oppure adeguate per un inquinante ma non per un altro; oppure, ancora, si può rischiare di acquistare impianti sovradimensionati con un sovracosto che si poteva risparmiare o sottodimensionati con il rischio di inadeguatezza tecnica e mancato rispetto dei limiti di legge.

5. Emissioni di minima entità: le emissioni di minima entità possono rendere evitabile in alcuni casi le prescrizioni di autocontrollo periodico o possono rendere possibili frequenze minori (ad esempio annuali piuttosto che semestrali).

6. Istanze incomplete: le pratiche presentate che risultano non conformi o carenti delle informazioni richieste possono comportare allungamenti delle tempistiche di istruttoria, già di per sè spesso non brevissime! E’ quindi fondamentale presentare un’istanza di richiesta con contenuti che siano quanto più possibile completi e conformi alle disposizioni di legge per evitare appesantimenti degli iter autorizzativi che andrebbero solo a discapito dell’azienda richiedente. Infatti i ritardi di installazione, di avviamento o di realizzazioni di modifiche possono portare a diminuzione di produttività o può esserci il rischio di sanzioni per chi invece decide di marciare anche senza che l’autorizzazione sia stata concessa.

7. Smarrimento istanze: quando cambia l’autorità competente per la valutazione della pratica (questo può capitare ad esempio quando intervengono modifiche di legge) succede che i documenti vengano trasferiti da un ente all’altro. In questo passaggio talvolta si rischia che nella confusione la pratica venga persa. E’ opportuno quindi tenere sempre la situazione sotto controllo contattando gli enti e informandosi sui procedimenti in corso e soprattutto assicuratevi di avere un’evidenza della ricezione della documentazione (ricevuta di ritorno raccomandata, copia protocollata, etc)!

8. Non vale il silenzio-assenso: ricordare sempre che l’autorizzazione deve essere ottenuta prima di installare un nuovo impianto. Pertanto il lavoro non termina nel momento in cui si consegna la pratica di richiesta. E’ necessario saperlo per non rischiare di voler avviare e marciare in assenza di risposte dell’autorità competente. Inoltre, per lo stesso motivo, sarebbe opportuno non acquistare gli impianti di abbattimento prima della concessione dell’autorizzazione poichè le autorità hanno il diritto di chiedere variazioni di tecnologia o adeguamenti e ci si potrebbe ritrovare ad aver fatto una spesa inutile o sbagliata.

9. Punti di prelievo: attenzione ai punti di prelievo spesso trascurati. Essi devono essere accessibili in condizioni di sicurezza e devono essere costruiti a norma UNI (questo anche un buon carpentiere potrebbe non saperlo…). Se all’atto degli accertamenti condotti dallìARPA non sussistono le condizioni di sicurezza, l’ente può mettere a verbale l’impossibilità di eseguire le analisi e provvedere all’eventuale denuncia; successivamente si arriva ad atti di diffida.

10. Leggere l’autorizzazione concessa! Soprattutto ricordate che quando l’autorizzazione viene concessa la prima cosa da fare non è riporla nel cassetto, come molti fanno! E’ fondamentale leggerla. Nell’atto di autorizzazione ci sono delle prescrizioni che vanno conosciute, rispettate e osservate. Inoltre queste stesse prescrizioni comportano un costo per l’azienda. Se, quindi, qualche disposizione potrebbe essere ritenuta ingiustamente gravosa o illegittima (il che qualche volta è possibile), ricordate che bisogna saper agire e farlo tempestivamente. Nella maggior parte dei casi non è nemmeno necessario seguire la strada dei ricorsi al TAR, costosi e impegnativi. Può essere sufficiente interagire con le autorità che hanno concesso il provvedimento e confrontarsi con loro con cognizione di causa e ragionevolezza.