Emissioni di stirene nei cantieri nautici: come captare e quali errori evitare

captazione-stireneCaptazione: il primo passo per un buon abbattimento
La maggior parte dei processi industriali rilascia nell’ambiente di lavoro sostanze o composti chimici che è necessario asportare, abbattere e convogliare all’esterno. Spesso nella scelta degli impianti di trattamento delle emissioni ci si concentra solo sulla tecnologia di abbattimento degli inquinanti ritenuta più adeguata (carboni attivi, combustore termico, combustore catalitico, rotoconcentratore e così via) ponendo, invece, poca attenzione alla scelta degli altri elementi che compongono l’impianto e che hanno un ruolo determinante per l’efficacia dell’intero sistema. Uno di questi elementi è senza dubbio il sistema di captazione.

Una captazione realizzata con la semplice installazione di generica carpenteria metallica abbinata ad un ventilatore talvolta anche sovradimensionato, mal riesce nel raggiungimento dell’obiettivo di realizzare un sistema che sia realmente efficace nel ridurre l’esposizione professionale dei lavoratori e i rischi di sanzione del datore di lavoro; mentre un buon sistema di captazione consente di abbassare la concentrazione degli inquinanti nell’ambiente di lavoro, conseguendo il rispetto dei valori limite di esposizione.

Le emissioni di stirene
In particolare, nel settore dei cantieri nautici e lavorazione della vetroresina, uno dei più importanti fattori di rischio da gestire in maniera adeguata è costituito dalle emissioni di stirene.

Lo stirene da un lato funge da solvente per migliorare conservazione e applicabilità della resina; dall’altro partecipa anche alla reazione chimica di polimerizzazione fungendo da monomero di reticolazione.

La frazione che si comporta da solvente causa problemi di emissione nei reparti di lavorazione, sia durante l’applicazione delle resine, sia durante le successive fasi di essiccazione del manufatto.

Il rilascio di vapori di stirene è oggetto di particolare attenzione non solo da parte delle autorità competenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ma anche di quelle competenti in materia ambientale.

Quali sono gli aspetti critici
Consideriamo un tipico cantiere che produce manufatti in vetroresina. Prendiamo in esame la fase del processo produttivo durante la quale, all’interno dello stampo, si applicano strati alternati di resina catalizzata e fibre di vetro (c.d. fase di laminazione). La corretta scelta di un sistema di captazione dello stirene rilasciato nell’ambiente di lavoro, durante quest’operazione, dovrà tenere conto di:

modalità di applicazione (es.: laminazione manuale a stampo aperto; con pistola spray; sotto vuoto; etc)
caratteristiche chimico fisiche dello stirene
zone di manovra del personale (es.: l’operatore si muove tutto intorno al manufatto che sta resinando)
strumenti di applicazione (es.: pennello e rullo)
vincoli strutturali del capannone (es.: la parte alta del capannone solitamente è occupata da un carroponte)
vincoli di movimentazione del manufatto (es.: impossibilità di spostare il pezzo in fase di resinatura)
vincoli dimensionale del manufatto ( es.: pezzi da resinare di dimensioni medio-grandi: fino a 10 m o anche oltre)
distribuzione spazio-temporale della lavorazione (es.: più pezzi contemporaneamente in lavorazione in più punti del reparto)
durata dell’applicazione (es.: in continuo durante l’intero turno o giornata di lavoro)

Non si può certo pretendere che la soluzione adottata soddisfi interamente tutti i requisiti e vincoli esistenti, ma è certamente auspicabile il raggiungimento di un buon compromesso che tenga conto degli elementi più importanti.