I materiali edili da demolizione possono essere riutilizzati per riempimenti di fossati?

inerti_da_costruzioneSi, ma a condizioni precise. I materiali edili da demolizione sono rifiuti a tutti gli effetti ed in quanto tali non possono essere riutilizzati per il riempimento di fossati senza rispettare le leggi vigenti in materia di gestione dei rifiuti. Quindi nel caso in cui il produttore del rifiuto voglia riutilizzare gli inerti per livellamento di terreni o reinterri, il materiale in questione dovrà essere sottoposto al rispetto della normativa che disciplina il recupero dei rifiuti.

In particolare la possibilità di ottenere materie prime seconde da questi rifiuti è prevista dal D.M. 5 febbraio 1998 (e successive modifiche ed integrazioni), che al punto 7.1.3 dell’allegato 1- suballegato 1- per quanto riguarda le attività di recupero prevede: “fasi meccaniche e tecnologicamente interconnesse di macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate per l’ottenimento di frazioni inerti di natura lapidea a granulometria idonea e selezionata.”.

Già nel 2004 la Cassazione, a tal proposito, stabiliva: “Configura la contravvenzione di cui all’articolo 51, comma 1, lett. a) l’aver utilizzato, nel riempimento di un fossato, materiali prevalentemente provenienti da demolizione, perchè trattasi di attività di recupero di rifiuti svolta in violazione del Dm 5/2/1998, in particolare dell’articolo 9, con riguardo all’allegato 1, punto 7, che subordina detta operazione di recupero al preventivo test di cessione dei prefatti materiali da eseguirsi con le modalità di cui all’allegato 3 Dm cit. (Cassazione penale, sez. III, 9 luglio 2004, n. 30127).

La Cassazione Penale n. 14323/2007 ha poi rammentato che i materiali da demolizione possono essere esclusi dal regime di rifiuto solo se gestiti come sottoprodotto.

Questo vuol dire che devono rispettare una serie di condizioni affinchè l’esonero dell’imprenditore dal regime autorizzatorio proprio della gestione dei rifiuti sia legittimo.

In particolare la Cassazione ci ha tenuto ad evidenziare che già solo i procedimenti di stabilizzazione e frantumazione cui vengono sottoposti i materiali si pongono in contrasto con la definizione di sottoprodotto, perchè per poter parlare di sottoprodotto, il materiale da riutilizzare non deve necessitare di alcuna trasformazione preliminare.

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