I sistemi a spruzzo controllato consentono una riduzione delle emissioni di COV

airlessL’utilizzo dei sistemi a spruzzo nei processi di applicazione delle resine è una delle parti più delicate del processo di produzione, dal punto di vista ambientale, per le emissioni di COV (composti organici volatili). Con i sistemi a spruzzo controllato è possibile ridurre il fenomeno di overspray diminuendo, così, le particelle di materiale perse e minimizzando le emissioni.

Sul mercato è possibile trovare diversi tipi di applicazioni a spruzzo. Tra questi il sistema a spruzzo airmix rappresenta la soluzione tecnica meno favorevole per le emissioni di COV.

Le tecniche con miglior efficienza di trasferimento e quindi emissioni più basse sono:

Spruzzatura ad alta pressione senz’aria (HP airless): si chiama airless perchè non viene utilizzata aria per polverizzare il materiale. La resina viene aspirata da una pompa, portata in pressione ed atomizzata mediante passaggio forzato attraverso un foro.

Spruzzatura air-assist airless: la nebulizzazione avviene in maniera ibrida con spruzzatura airless e pneumatica.

Spruzzatura HVLP (alto volume e bassa pressione): la bassa pressione di erogazione dell’aria è accompagnata da un maggior volume del flusso. Questo consente di ottenere una miglior efficienza di trasferimento ed emissioni atmosferiche ridotte.

I sistemi a spruzzo controllato, oltre a consentire la riduzione delle emissioni, generano benefici per l’azienda anche dal punto di vista economico. Infatti, il miglioramento dell’efficienza di trasferimento delle delle resine sul manufatto in lavorazione, consentendo una minor perdita di prodotto, permette anche un risparmio di materia prima.