Quando le autorizzazioni alle emissioni diventano obsolete…

autorizzazione-alle-emissioniSanzioni penali anche per gli impianti già autorizzati

1) Dovete sostituire un macchinario, un’apparecchiatura o un impianto?

2) Il vostro ciclo produttivo deve cambiare per sopravvenute esigenze di mercato?

3) Dovete installare un nuovo impianto di abbattimento delle emissioni o cambiarne le condizioni di marcia?

4) Dovete trasferire il vostro impianto in un altro luogo?

5) Avete avuto una nuova opportunità di mercato ed è necessario acquistare una nuova materia prima o aumentare il consumo di quelle già utilizzate?

6) Dovete avviare una nuova campagna di produzione su un impianto già esistente?

Se la vostra azienda si ritrova in uno di questi casi, è importante sapere che, prima di procedere ad una di queste modifiche, anche se gli impianti sono già autorizzati alle emissioni in atmosfera, occorre dotarsi di una nuova autorizzazione aggiornata, al fine di evitare che un Organo di Controllo rilevi difformità sanzionabili penalmente.

La recente sentenza del Consiglio di Stato lo ribadisce
Prendiamo spunto dalla sentenza pubblicata sulla nostra news di giugno, per ritornare sull’argomento, poichè è ancora frequente l’erronea convinzione che una volta richiesta ed ottenuta l’autorizzazione alle emissioni, sia sufficiente riporla nel cassetto, marciare senza alcuna preoccupazione di sorta, magari anche realizzando svariate modifiche nel proprio stabilimento, e limitarsi ad esibirla all’occorrenza in caso di controllo, quando ormai è superata.

La recente sentenza del Consiglio di Stato, n. 2746 del 29 aprile 2009, attestando quanto già disposto dalla normativa in vigore, ha affermato che il gestore di un impianto, in caso di modifica sostanziale, deve presentare un nuova domanda di aggiornamento dell’autorizzazione, pena l’applicazione di sanzioni penali.

La necessità di aggiornamento
Una rapida evoluzione tecnologica (es. nuovi impianti, macchinari o attrezzature), nuove opportunità commerciali (es. acquisto di nuove materie), esigenze di organizzazione aziendale e gestionale, migliorie e modifiche da realizzare, etc, sono tutti elementi che possono rendere obsolete, anche abbastanza velocemente, le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, e, quindi, da aggiornare.

Le modifiche sostanziali e non sostanziali
La normativa vigente in materia di emissioni ha introdotto una distinzione tra modifica sostanziale e modifica non sostanziale che comporta degli adempimenti precisi per i gestori di impianti già autorizzati. A seconda dei casi, il titolare dell’attività dovrà presentare una nuova domanda di autorizzazione preventiva che potrà portare anche a nuove prescrizioni, oppure dovrà semplicemente inoltrare una comunicazione in grado di comprovare che le modifiche siano non sostanziali.

E’ bene ricordare che l’effettuazione di una modifica senza seguire le procedure previste è sanzionata penalmente, non solo in caso di modifica sostanziale ma anche di modifica non sostanziale.

Cosa fare?
Ricordiamo anzitutto che, in tema di controllo delle emissioni nell’atmosfera, il concetto di impianto non implica necessariamente una struttura di notevoli dimensioni, e neppure una struttura complessa dell’insediamento. E’ sufficiente anche una postazione parziale, che abbia attitudine concreta a cagionare l’inquinamento dell’atmosfera. Pertanto la fonte delle emissioni in atmosfera di uno stabilimento industriale può essere costituita anche da un singolo impianto o macchinario utilizzato nell’ambito di un ciclo produttivo più complesso (Corte di Cassazione Penale, sentenza del 23 luglio 2008 n. 30863).

Ciò detto, nell’apprestarsi ad operare una modifica, è opportuno che l’impresa, anche avvalendosi dell’aiuto di un consulente tecnico, operi dapprima una distinzione tra ciò che è una modifica sostanziale e ciò che non lo è, in quanto la caratteristica della sostanzialità o meno è determinante per individuare la corretta procedura da porre in essere, procedendo, in secondo luogo, ad implementare tutte quelle azioni espressamente previste dalla normativa.

Solo sulla base delle valutazioni effettuate, l’impresa sarà in grado di capire se comunicare alle autorità competenti la variazione che intende apportare; se chiedere un aggiornamento dell’autorizzazione; se aspettarsi nuove prescrizioni da parte dell’autorità competente e se, come e quando potrà procedere con la realizzazione della modifica programmata, senza correre rischi di provvedimenti sanzionatori.