Registri e MUD per il 2008: un quadro di immediata applicazione per i produttori di rifiuti

registro-mud-produttori-rifiutiRegistri e MUD: solo pezzi di carta fastidiosi?
Spesso, MUD e registri, insieme con i formulari, sono considerati un puro formalismo burocratico noioso da gestire. In realtà, questi documenti rappresentano uno strumento essenziale per gli Organi di Controllo che devono verificare, tramite riferimenti incrociati, l’esistenza nelle imprese di una chiara e corretta gestione dei rifiuti prodotti.
Questi documenti quindi costituiscono elementi fondamentali per identificare i rifiuti prodotti (origine, caratteristiche, quantità, etc) e controllare tutto il loro ciclo di vita (dalla produzione allo smaltimento/recupero finale).

Le modifiche al codice ambientale hanno fatto sorgere diversi dubbi
In quest’ultimo mese, dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 4/2008 (correttivo del codice ambientale), si è creata particolare confusione sulla gestione dei registri di carico e scarico dei rifiuti speciali e dei MUD (modello unico di dichiarazione ambientale).
In effetti la riscrittura quasi totale dell’ art. 189 del codice ambientale sta incidendo in modo diretto sulla gestione dei documenti amministrativi dei rifiuti a cui le imprese sono chiamate.

Un problema di interpretazione, il più dibattuto!
Ai sensi dell’art. 190, comma 1, i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali e artigianali (oltre a quelle di recupero e smaltimento) sono obbligati alla tenuta del registro e, ai sensi dell’art. 189, comma 3 (nella prima parte), alla tenuta del MUD.
Tuttavia la seconda parte dell’art. 189, comma 3, esonera dall’obbligo del MUD “per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori che non hanno più di dieci dipendenti”, senza null’altro precisare in ordine alla tipologia di attività, invece chiaramente indicata nella prima parte dell’articolo (attività industriale o artigianale).
Questo potrebbe indurre a pensare che per i rifiuti non pericolosi tutte le imprese (non solo industriali o artigianali, ma anche attività commerciali, agro-industriali, sanitarie, etc) siano escluse dall’obbligo del MUD se aventi meno di dieci dipendenti; mentre siano obbligate in caso di dipendenti in numero maggiore di dieci.

La domanda è nata spontanea…
Quando il numero di dipendenti è inferiore a 10, l’ esclusione dal MUD per i rifiuti non pericolosi vale solo per le attività industriali e artigianali (oltre a quelle di recupero e smaltimento) oppure è valida per tutte le attività di cui all’art. 184, comma 3 del codice ambientale?
Vale a dire: le attività agricole e agro-industriali, le attività di demolizione, le attività commerciali, sanitarie e di servizio, sono sempre esonerate dall’obbligo del MUD per i rifiuti non pericolosi oppure lo sono solo se hanno meno di 10 dipendenti?

Un chiarimento opportuno
E’ vero che l’esclusione per i dieci dipendenti viene stabilita nella seconda parte dell’art 189, comma 3, con un’ espressione apparentemente generica “le imprese e gli enti produttori di rifiuti non pericolosi”, quasi a sembrare che l’esonero potesse valere per tutte le imprese.
In realtà la corretta interpretazione ci chiama a considerare che tale esclusione avviene facendo implicito riferimento agli stessi soggetti che la prima parte del medesimo articolo cita in maniera espressa come obbligati: attività industriali, artigianali, di recupero e smaltimento.
Pertanto la soglia dei più o meno dieci dipendenti per l’esonero dal MUD vige solo per tali attività mentre le altre attività (agricole e agro-industriali, di demolizione, commerciali, sanitarie e di servizio) sono escluse dall’obbligo, per i rifiuti non pericolosi, a prescindere dal numero dei dipendenti.

Il sostegno di giuristi ambientali
La tesi appena descritta è anche rafforzata da un approfondimento giuridico della dott.ssa Paola Ficco che, in un numero speciale di edizioni ambiente sui rifiuti, documenta in modo circostanziato le ragioni di questa interpretazione.

La novità di maggior urgenza!
Fatta la dovuta chiarezza, resta evidente che nella riformulazione dell’art. 189, vengono chiamati all’appello del MUD nuovi soggetti aziendali: la dichiarazione annuale ritorna anche per produttori di rifiuti non pericolosi che fino all’anno scorso erano esclusi e che entro il 30 Aprile 2008 devono provvedere al MUD relativo all’anno 2007.
Quali sono i rischi?
Il sistema sanzionatorio stabilito in relazione a registri di carico e scarico prevede sanzioni amministrative sia per omessa compilazione che per compilazione incompleta o inesatta (da 2.600 € a 93.000 €). In relazione alla dichiarazione MUD è invece prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 € a 15.500 € per chi non effettua la comunicazione oppure la effettua in modo incompleto o inesatto. Per coloro che invece effettuano la comunicazione entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 26 € a 160 €.

Un quadro di immediata applicazione

MUD e Registro per i rifiuti PERICOLOSI
Soggetti obbligati
Soggetti esclusi
Le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti
Professionisti singoli per i rifiuti da loro stessi prodotti (il formulario tiene luogo del registro)
Gli imprenditori agricoli con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00
Gli imprenditori agricoli con un volume di affari annuo inferiore a Euro 8.000,00

Un caso particolare: il servizio di pubblica raccolta
I produttori che conferiscono i propri rifiuti pericolosi al sevizio di pubblica raccolta competente per territorio (previa apposita convenzione) sono obbligati alla tenuta del registro ma esclusi dalla comunicazione MUD. Quest’ultima infatti deve essere effettuata dal gestore del servizio pubblico limitatamente alla quantità conferita.

MUD e Registro per i rifiuti NON PERICOLOSI
Soggetti obbligati
Soggetti esclusi
Le imprese e gli enti che hanno più di dieci dipendenti e che sono produttori di rifiuti derivanti da:
a) lavorazioni industriali;
b) lavorazioni artigianali;
c) attività di recupero e smaltimento di rifiuti; fanghi prodotti da potabilizzazione, altri trattamenti delle acque, depurazione delle acque reflue, abbattimento fumi.
Le imprese e gli enti che hanno meno di dieci dipendenti e che sono produttori di rifiuti derivanti da:
a) lavorazioni industriali;
b) lavorazioni artigianali;
c) attività di recupero e smaltimento di rifiuti; fanghi prodotti da potabilizzazione, altri trattamenti delle acque, depurazione delle acque reflue, abbattimento fumi.

I produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da:
1. attività agricole e agro-industriali;
2. attività di demolizione, costruzione e scavo;
3. attività commerciali;
4. attività di servizio;
5. attività sanitarie;
6. macchinari e apparecchiature deteriorati ed obsoleti; veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.

Gli imprenditori agricoli a prescindere dal volume di affari annuo

Le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi

Gli imballaggi
Per quanto concerne gli imballaggi, l’obbligo del MUD è posto integralmente a carico di CONAI con totale esonero per produttori, utilizzatori, importatori ed esportatori aderenti al Consorzio, che non dovranno quindi compilare la sezione imballaggi

Come va calcolato il numero dei dipendenti?
Un aspetto di particolare interesse è l’esclusione riguardante le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti. Il numero dei dipendenti a cui fare riferimento non è quello relativo alla singola unità locale ma quello riferito all’intera impresa.
Il criterio è quello della normale occupazione quale risultante dall’organigramma aziendale, senza tener conto di contingenti e occasionali riduzioni e/o aumenti di personale nell’anno di riferimento.

21/04/2008 dott.ssa Laura Saviano
Studio Kemis